I pazienti che sono risultati con il test EAV all’ Aflatossina devono sapere che hanno le capacità di difesa immunitaria del fegato molto ridotte.
Infatti questa sostanza tossica ha una spiccata tossicità proprio per il fegato che in questo modo non riesce ad assolvere efficacemente le proprie funzione metaboliche.
Questa sostanza è prodotta da un fungo microscopico, l’aspergillus flavus. Questo fungo prolifera generalmente sulla cosiddetta frutta secca: noci, nocciole, mandorle, ecc. oppure si ritrova nei cereali e derivati lavorativi (farine, biscotti, ecc.) conservati in modo non ottimale cioè in presenza di umidità o di temperatura dell’ aria elevata.
Purtroppo prodotti cerealicoli sono anche parte del foraggio per i bovini cosicché questa sostanza tossica può essere presente anche nel latte e nei latticini di bovini alimentati con foraggi avariato.
In questi casi poco si può fare a livello individuale, ma die consigli possono essere dati per diminuire i danni ed i livelli di intossicazione.
1) Uso di un particolare elettrodomestico che faccia il “vuoto” in sacchetti dei plastica nei quali si mettono i cibi per conservare.
2) Acquisto di cibi freschi, in modo da evitare il pericolo di ammuffimento.
3)Uso quotidiano di vitamina C, la quale se assunta in dosi di circa 1-2 grammi giornalieri permette di detossificare l’ aflatossina dal fegato.
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